Per il mondo della cooperazione, celebrare cinquant’anni di attività non significa solo guardare al passato, ma riaffermare la validità di un modello d'impresa capace di resistere al tempo e alle crisi. Il Consorzio Cooperative Lavoratori (CCL), promosso da ACLI e CISL milanesi, ha recentemente tagliato il traguardo di mezzo secolo di vita, dimostrando che la forma cooperativa è una "Piccola Media Impresa" nella definizione, ma "grande nei numeri".
Con quasi 400 progetti e 15.800 abitazioni realizzate per le famiglie di Milano e provincia, il CCL rappresenta oggi uno degli attori più influenti nel panorama dell’housing lombardo.
Una storia scritta nei quartieri: le tappe del CCL
L’evoluzione del Consorzio riflette le trasformazioni sociali e urbanistiche del territorio attraverso decenni di iniziative mirate:
- Gli esordi (1974–1979): Il percorso inizia con i “Quartieri Sociali”, che hanno visto la nascita di 1.864 alloggi in zone come Valsesia, Scheiwiller, via Esopo e via Omodeo.
- L'espansione degli anni '80: L'attività si sposta verso i quartieri di Bovisasca, Cascina Gobba e Sant’Ambrogio, aggiungendo altri 1.767 appartamenti al patrimonio cooperativo.
- La rigenerazione degli anni '90: In un decennio di grandi cambiamenti, il Consorzio si concentra sul recupero di tessuti industriali dismessi, portando 1.533 nuove case in aree come Adriano, Rogoredo, Lorenteggio e Corso Como.
- L'era della sostenibilità (anni 2000): Il nuovo millennio introduce una forte attenzione ecologica. Interventi come la “Casa Ecologica” e la “Casa Bioclimatica” hanno contribuito alla realizzazione di circa 2.000 alloggi e oltre 22.000 mq di parchi pubblici.
- L’innovazione sociale (dal 2010 a oggi): La risposta alla crisi abitativa moderna è passata attraverso il “Common Housing”, con oltre 600 spazi residenziali a Lambrate, Ticinese e Procaccini, seguiti dai più recenti 321 alloggi a Bisceglie, Argelati e Savona.
Oltre il "Terzo Settore": un soggetto di mercato a connotazione sociale
Per le imprese cooperative, il messaggio del Presidente di CCL, Alessandro Maggioni, è chiaro: la cooperazione abitativa non deve essere relegata a una visione assistenzialista. Essa è un soggetto di mercato di pura economia a connotazione sociale, in grado di coniugare sviluppo economico, risposta sociale e redistribuzione di benessere.
Questa visione ha portato il Consorzio a collaborare con istituzioni accademiche, come il Politecnico di Milano, per fondare l’Osservatorio OCA, uno strumento di ricerca essenziale per comprendere le reali necessità abitative della città. Nonostante l'imponente eredità, il settore affronta oggi nuove sfide: il CCL denuncia infatti uno stallo burocratico che vede 390 alloggi fermi in attesa di risposte attuative, un rallentamento che rischia di penalizzare ulteriormente l'offerta a prezzi accessibili.
L'evento dell'11 dicembre: un manifesto per il futuro
Il culmine delle celebrazioni si è tenuto lo scorso 11 dicembre presso la Società Umanitaria, con la presentazione del catalogo “CCL 1974–2024”. Non è stata una semplice cerimonia, ma un momento di riflessione profonda sul "fare città" e "fare comunità".
All'evento hanno partecipato esponenti del mondo accademico e istituzionale, tra cui la Vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo, che ha sottolineato l'importanza di comportamenti responsabili capaci di generare valore per l'intera comunità, non solo per chi detiene il capitale. Il catalogo, curato dall'architetto Stefano Tropea, documenta una produzione che include 8.041 alloggi nel solo Comune di Milano e la creazione di 135.000 mq di spazi pubblici.
Chiudendo l'incontro, Alessandro Maggioni ha lanciato un auspicio che risuona come un mandato per tutte le cooperative: «Per chi fa cooperazione la meta è l’eternità», perché se le imprese sono solide, esse trapassano le generazioni continuando a generare valore sociale e qualità dell'abitare.
In una fase complessa per l'housing milanese, il CCL si conferma così un protagonista responsabile, pronto a proseguire nel solco di un modello che costruisce non per il mercato, ma per le persone