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BAMBINI AUTORI DI SENSO

L’esperienza teatrale della cooperativa Alchemilla tra educazione e cambiamento.

venerdì 23 gennaio 2026

Nel panorama educativo globale, sta emergendo un movimento guidato dalla convinzione che l’arte non sia solo un passatempo, ma un potente catalizzatore di cambiamento. Al centro di questa visione, sostenuta con forza da realtà come Alchemilla, c’è un’idea rivoluzionaria nella sua semplicità: l’infanzia non è una sala d’aspetto per l’età adulta, ma un tempo di soggettività autonoma e di autoralità autentica.

Recentemente, questa prospettiva è stata portata alla conferenza internazionale Making a difference organizzata da HAND’S ON, dove è emerso con chiarezza come elevare le aspirazioni dei più piccoli possa aiutare a superare le aspettative della società. Ma come si traduce tutto questo nella pratica quotidiana di chi gestisce servizi per l'infanzia? La risposta risiede in uno strumento prezioso: la pratica teatrale.

 

L’Infanzia come soggetto autonomo: oltre il pregiudizio
Per troppi anni abbiamo guardato ai bambini come a "futuri adulti". Francesca Gentile, co-founder di Alchemilla, ci invita a cambiare sguardo: i bambini sono già ora autori di senso. Osservando i piccolissimi (24-36 mesi) nelle Sezioni Primavera, emerge come essi organizzino il proprio stare nel mondo per mantenere o ripristinare il benessere, trasformando le esperienze vissute in modo originale.

Il laboratorio teatrale diventa quindi l'officina ideale per questa trasformazione. Non è un caso che Alchemilla lo promuova come strumento per affrontare temi come la sostenibilità, l’inclusione e la cittadinanza attiva. Nel teatro, il bambino non è uno spettatore, ma un creatore.

 

Il potere del "Come se": quando l'imitazione diventa invenzione
Nel laboratorio, l'adulto non è un semplice istruttore, ma un partecipante che "gioca" insieme ai bambini nello spazio magico del “come se”. È qui che accade qualcosa di straordinario. Attraverso la mimesi — una capacità innata presente già a 42 minuti dalla nascita — il bambino "sente" l'altro attraverso il proprio corpo.

Tuttavia, il contributo di Gentile ci insegna che l'imitazione nel teatro non è mai passiva. Prendiamo l'esempio del gioco del "drago": mentre l'adulto scompone il movimento per facilitare l'imitazione, il bambino spesso reagisce con una contro-imitazione o una reinvenzione. Un semplice gesto per "covare un uovo" può trasformarsi in una danza ritmica delle dita, dove il bambino rivendica il suo ruolo di autore della scena.

 

Gestire la realtà tra ruggiti e nidi sicuri
Il teatro offre ai bambini un campo protetto dove allenare il problem solving e le relazioni interpersonali. Abbiamo visto gruppi di bambini passare dalla tensione di essere "cani arrabbiati" — per esplorare l'aggressività — alla pace di essere "uccellini" nel nido. 

In questo scenario, il bambino impara a:
*   Assumere e dismettere ruoli di guida in modo fluido.
*   Appropriarsi delle regole del gioco, arrivando a chiedere al conduttore "E poi?" per poi inventare da solo la risposta.
*   Sperimentare il nuovo a partire dal già dato, costruendo immaginari collettivi.

 

Un invito alle Cooperative: fare la differenza oggi
Per noi che operiamo nelle comunità e nelle scuole, accogliere le "istanze trasformative" dei bambini significa dare loro voce autentica. Sostenere la loro spinta innata ad agire nei contesti per trasformarli non è solo un obiettivo educativo, ma un atto di fiducia nel futuro.

Il laboratorio teatrale, come dimostrato dalla ricerca "Milano – Infanzia e linguaggi teatrali", non è solo gioco: è un processo di auto-educazione che sviluppa competenze cognitive e affettive profonde. 

Siamo chiamati a essere, insieme ad Alchemilla, parte di questa rete globale. Perché se permettiamo ai bambini di essere autori del loro gioco, stiamo permettendo loro di diventare, un domani, autori consapevoli della realtà in cui viviamo.

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