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A CASA D'ALTRI

L’affiancamento educativo domiciliare nell’esperienza della Cooperativa Sociale Comin raccontato in un volume edito da Animazione Sociale.

martedì 27 gennaio 2026

Entrare nelle case delle persone, immergersi nelle loro regole e lasciarsi contaminare dalle loro storie: questo è il cuore dell'affiancamento educativo domiciliare. Un’esperienza che la Cooperativa Sociale Comin porta avanti dal 1984 e che oggi ha deciso di racchiudere in un volume intitolato "A casa d’altri".


Non un manuale, ma un racconto collettivo
Il libro non nasce come un testo tecnico o scientifico, né ha la pretesa di essere un manuale d'istruzioni. È, piuttosto, una rielaborazione collettiva nata dal desiderio di condividere un "sapere" maturato in oltre quarant'anni di lavoro quotidiano accanto alle famiglie.
Curato da Silvia Avalli, Elena Mauri e Paola Riboldi, il testo è il risultato di un lavoro a tappe che ha coinvolto diversi educatori attraverso interviste, ricordi e punti di vista, arricchito anche da disegni e contributi di carattere generale. Si rivolge a un pubblico ampio: non solo addetti ai lavori come educatori, assistenti sociali o professori, ma anche a genitori, studenti, politici locali e semplici cittadini curiosi di scoprire un tema così appassionante.


"Mentre lo fai impari": l'immersione nel domicilio
Uno dei concetti chiave espressi nel volume è l'idea che il lavoro educativo domiciliare sia un'immersione totale. Entrare nello spazio privato di una famiglia significa accettare di mettere in discussione le proprie regole per imparare quelle dell'altro. Come si legge tra le pagine del libro: «Mentre lo fai impari. Non esci da una casa come ci sei entrato».


Il valore delle domande
In un periodo storico complesso per la sopravvivenza di servizi così delicati, il volume sceglie di non offrire risposte immediate. Al contrario, invita a coltivare il dubbio e a diffidare delle soluzioni preconfezionate, per rispetto verso le storie di vita incontrate in questi anni. È un testo "aperto" e "emozionale", che chiede lettori audaci e critici, pronti a lasciarsi graffiare dalle parole e dalle esperienze raccontate.

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