A luglio vi avevamo raccontato la vigilia di CultureLink 2026 e il suo tema, “Persone”, ispirato al verso di John Donne “Nessun uomo è un’isola”. A festival concluso, i numeri dicono che quella promessa è stata mantenuta.
In tre giornate al MIND, Stripes e la rivista Pedagogika.it hanno costruito un programma per pubblici molto diversi.
Ci sono stati 12 laboratori per famiglie, 10 workshop di formazione, 11 convegni e tavoli tematici e 7 appuntamenti tra talk e presentazioni di libri. Sul palco si sono alternate voci che raramente si incontrano. La sociolinguista Vera Gheno ha parlato di linguaggio e identità, il fisico Massimo Temporelli di tecnologia e società, lo psicologo Marco Crepaldi della salute mentale dei giovani. Susanna Mantovani e Marco Rossi-Doria si sono confrontati su infanzia e adolescenza.
Accanto a loro, 15 realtà del Terzo settore, tra cui Fondazione Triulza e i consorzi CCB, CGM e Cooperho, hanno fatto di CultureLink un evento di tutta la comunità. Hanno contribuito anche i giovani tra i 18 e i 28 anni del percorso InNESTi, chiamati a immaginare nuove connessioni tra giovani, imprese e territorio.
Il festival nasce con un’ambizione chiara: non esaurirsi nelle sue giornate, ma diventare uno spazio stabile in cui domande, esperienze e collaborazioni continuano a circolare. È l’idea che sta alla base di ogni cooperativa: le persone al centro, e la forza delle relazioni per affrontare insieme il cambiamento.