In un’Italia che affronta un progressivo "degiovanimento" demografico e sociale", il futuro del non profit dipende dalla capacità di coinvolgere le nuove generazioni per garantire la sostenibilità stessa del comparto. L'indagine "Verso una nuova leadership del Terzo Settore", curata da Elisabetta Cibinel (Percorsi di Secondo Welfare) insieme a Carlo Bottai e Francesco Trentini (Università degli Studi di Milano-Bicocca), scatta una fotografia aggiornata sui giovani legali rappresentanti degli Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti al RUNTS. La ricerca, presentata a dicembre 2025 e nata nell’ambito del premio "GenP. Giovani che partecipano" promosso da Acri, analizza l’intera popolazione degli enti registrati per comprendere chi sono e dove operano i leader del futuro.
I numeri della leadership under 35
Sebbene il Terzo Settore conti oltre 134.000 enti, la leadership rimane ancora prevalentemente anziana e maschile. Solo il 7,1% degli ETS in Italia è guidato da un legale rappresentante di età pari o inferiore ai 35 anni. Questi giovani leader hanno un’età media di 31 anni (contro i 58 della media generale) e mostrano un profilo di governance nettamente più inclusivo. Un dato eclatante riguarda la parità di genere: negli enti guidati da under 35, la presenza di almeno una donna come legale rappresentante sale al 59,3%, a fronte del 29,7% registrato nel totale degli ETS.
Geografia e radicamento: la spinta del Sud
Contrariamente alle aspettative, il dinamismo giovanile non è prerogativa delle metropoli del Nord. L’incidenza maggiore di giovani leader si registra infatti nelle regioni meridionali, nelle Isole, in Valle d’Aosta e in Trentino-Alto Adige. Questi territori mostrano anche un fortissimo legame con le proprie radici: il 71% dei rappresentanti under 35 opera nella stessa provincia di origine, una quota superiore alla media nazionale del 65%.
Innovazione contro ricambio generazionale
L’analisi evidenzia un dato strutturale: l’ingresso dei giovani nel Terzo Settore avviene più attraverso la fondazione di nuove realtà che tramite il ricambio ai vertici di organizzazioni consolidate. Il 74% degli enti a guida giovane è nato dopo il 2010, e quasi la metà (46%) è stata costituita dopo il 2020. Questo indica una difficoltà nel "passaggio di testimone" all'interno degli enti storici, suggerendo che i giovani preferiscano creare nuovi spazi per ridefinire il volto del sociale. Anche gli ambiti di attività cambiano: i giovani leader si concentrano maggiormente su Cultura e tempo libero (76,2%), risultando invece meno presenti nel settore dei servizi sociali rispetto alla media nazionale.
Il ruolo della filantropia e il vuoto dei dati
In questo scenario, la "prize philanthropy" (l'erogazione di premi per valorizzare risultati) emerge come uno strumento chiave per stimolare l'innovazione. Vincere un premio come il GenP garantisce infatti visibilità, prestigio e legittimazione pubblica, offrendo criteri di accesso spesso meno restrittivi rispetto ai finanziamenti ordinari. Tuttavia, la ricerca sottolinea la necessità di approfondire la conoscenza della "governance allargata" degli ETS: mancano ancora dati puntuali per comprendere appieno come favorire il ricambio generazionale e abbattere gli ostacoli che frenano la partecipazione giovanile ai vertici del Terzo Settore.