Ci sono incontri che ci ricordano perché facciamo il nostro lavoro e lasciano una traccia profonda.
È quello che è successo quando, a fine giugno, la Cooperativa Spazio Aperto Servizi ha accolto a Milano una squadriglia del gruppo scout AGESCI Roma 2, arrivata con il desiderio di conoscere da vicino il mondo della migrazione e dell’accoglienza.
La squadriglia, composta da sei ragazze tra i 12 e i 16 anni, è entrata in contatto con la Cooperativa attraverso Confcooperative, la federazione nazionale di cui Spazio Aperto Servizi fa parte. Le scout stavano lavorando a un progetto per conquistare il guidoncino verde nella specialità Internazionale, un particolare riconoscimento del percorso scout. Per raggiungere questo obiettivo hanno scelto di approfondire il tema della migrazione attraverso un’esperienza concreta, cercando una realtà con cui confrontarsi direttamente.
Raccontare l’accoglienza attraverso le persone
In Spazio Aperto Servizi l’Area Migrazione comprende servizi e progetti dedicati a persone e famiglie che arrivano nel nostro Paese a seguito di un percorso migratorio. Attraverso informazione e orientamento, accoglienza e housing, la Cooperativa accompagna ogni persona verso l’autonomia e l’integrazione, partendo dai suoi bisogni e valorizzando le sue risorse.
Raccontare tutto questo, però, non sarebbe bastato. Per comprenderlo davvero era necessario incontrare le persone.
Gli operatori hanno scelto di accompagnare le ragazze in alcuni servizi della Cooperativa, per mostrare loro come l’accoglienza possa assumere forme e percorsi diversi: il complesso di Housing Caldera, dove Spazio Aperto Servizi realizza alcuni dei propri progetti, e in particolare Casa Anna, che accoglie minori non accompagnati con particolari vulnerabilità; le comunità MSNA Casa Padova e Casa Testi Chiaravalle, quest’ultima dedicata alla prima accoglienza; infine, alcuni appartamenti di housing in cui la Cooperativa affianca neomaggiorenni in percorsi graduali verso l’indipendenza abitativa, lavorativa e relazionale.
Qui le ragazze hanno avuto modo di confrontarsi con le persone accolte, in particolare con ragazzi della loro età, ma anche con operatrici e operatori.
Uno dei momenti più significativi è stato l’incontro con Mohamed, un ragazzo arrivato in Italia da minorenne e accolto nelle comunità di Spazio Aperto Servizi, dove gli operatori lo hanno accompagnato nel suo percorso fino alla maggiore età. Oggi lavora e vive nel complesso di Housing Caldera, dopo aver costruito un proprio percorso di autonomia.
Mohamed ha raccontato alle ragazze il suo viaggio, l’arrivo in Italia e il cammino fatto negli anni. La sua storia ha mostrato concretamente cosa può significare l’accoglienza: non solo rispondere a un bisogno, ma accompagnare una persona nella costruzione del proprio futuro. Ascoltare una storia direttamente dalla voce di chi l’ha vissuta ha permesso alle ragazze di avvicinarsi a una realtà spesso raccontata in modo distante, solo attraverso numeri, e di incontrare prima di tutto una persona.
Ma sono stati anche i momenti più leggeri a lasciare il segno: una pizza condivisa, una partita a carte, a bigliardino, giochi a squadre tutti insieme, anche con operatrici e operatori.
Semplici momenti di convivialità si sono trasformati in un’occasione per conoscersi davvero. Dopo poco, la timidezza e le difficoltà linguistiche hanno lasciato spazio alla curiosità e alla voglia di conoscersi. Non c’erano più “le scout” e “i ragazzi della comunità”, ma solo adolescenti con la stessa voglia di divertirsi, stare insieme e raccontarsi.
Anche il compleanno di un ragazzo arrivato in Italia da pochi giorni è diventato un’occasione di festa condivisa, mostrando come anche un gesto apparentemente piccolo, come una torta e un “tanti auguri a te”, possa far sentire una persona vista, riconosciuta e accolta.
Un’esperienza che ha arricchito tutte e tutti
La Cooperativa aveva organizzato questi tre giorni con l’obiettivo di offrire alle ragazze un’occasione per conoscere il mondo della migrazione e dell’accoglienza.
Alla fine, anche per gli operatori di Spazio Aperto Servizi, l’esperienza si è rivelata un’occasione di arricchimento reciproco.
Per i ragazzi delle comunità è stato importante incontrare coetanee disponibili all’ascolto e capaci di avvicinarsi alle loro storie senza pregiudizi. Per operatrici e operatori è stato un momento prezioso per ritrovare, attraverso lo sguardo e l’entusiasmo delle ragazze, il valore del proprio lavoro: costruire percorsi che aiutino le persone a conquistare autonomia, ma anche creare occasioni perché possano essere conosciute oltre gli stereotipi e riconosciute per ciò che possono portare alla comunità.
Prima dei saluti, le ragazze hanno invitato gli operatori e i ragazzi delle comunità a Roma, immaginando un futuro incontro in cui saranno loro a fare da Cicerone nella propria città: un modo per continuare il dialogo e lo scambio iniziati a Milano.
Dopo l’incontro, la capo squadriglia ha scritto alla Cooperativa questo messaggio:
“È stata un’esperienza unica e indimenticabile che porteremo per sempre nel cuore. Ci siamo formate e abbiamo imparato nuove cose e speriamo di averne lasciate altrettante. Abbiamo lasciato un pezzo di cuore nelle vostre comunità. Siete davvero speciali.”
Queste parole restituiscono bene il senso di queste giornate. L’accoglienza non è mai un percorso a senso unico: quando crea occasioni di incontro autentico, tutte le persone coinvolte imparano qualcosa, cambiano prospettiva, superano distanze e pregiudizi, si riscoprono più simili e vicini di quanto immaginassero e crescono. È questo a rendere esperienze come questa così preziose.
Per Spazio Aperto Servizi, il ringraziamento va a queste ragazze: hanno bussato alla porta della Cooperativa e hanno reso possibile un incontro speciale, capace di ricordare quanto l’accoglienza viva soprattutto nelle relazioni che sa generare.
* a cura di Spazio Aperto Servizi