Storie di ordinaria cooperazione

MALPENSA, TRA L'ECO DEI GIOCHI E LE PARAOLIPMIADI

Mentre lo scalo varesino si prepara ad accogliere gli atleti paralimpici dopo la conclusione delle Olimpiadi Invernali, il progetto "Area (ri)partenze" della cooperativa Intrecci continua il suo lavoro silenzioso per restituire dignità e diritti a chi ha fatto dell'aeroporto la propria casa.

giovedì 5 marzo 2026

Mentre l’eco delle Olimpiadi Invernali risuona ancora tra i gate e Malpensa si prepara a diventare nuovamente la porta d'ingresso per gli atleti e i tifosi delle Paraolimpiadi, tra i corridoi dell’aeroporto persiste una realtà che spesso stride con l'immagine di perfezione e velocità dei grandi eventi.

 

Qui, dove il mondo transita verso nuove mete, c’è chi si è fermato perché non ha più un posto dove tornare. È in questo contesto che Intrecci, insieme a Caritas Ambrosiana (capofila) e ASST Valle Olona (partner), opera con il progetto "Area (ri)partenze", finanziato da Regione Lombardia e sostenuto da una rete che coinvolge SEA, Polizia di Stato, ENAC e Prefettura di Varese.

 

Proprio in occasione di questi grandi appuntamenti internazionali, il dibattito pubblico spesso si accende sul tema del "decoro", finendo per trasformare le persone in difficoltà in elementi di disturbo da allontanare. Come cooperativa, sentiamo il dovere di ribadire che la povertà — sia essa economica, abitativa, sanitaria o sociale — non è un problema di estetica, ma di diritti. L’obiettivo del nostro intervento non è mai stato quello di "liberare" illusoriamente l’aeroporto dalle persone senza dimora, ma quello di agganciare chi soffre per ricostruire ponti di fiducia e offrire alternative concrete.

 

Dobbiamo dircelo con onestà: lo stigma che colpisce chi vive in strada è spesso più pesante della fame o del freddo. È lo sguardo di chi vede nel disagio una "macchia" visiva da rimuovere, dimenticando che dietro ogni coperta stesa in un angolo c’è una biografia fatta di inciampi e fatiche. L'ordine di una società non si misura da quanto bene si nascondono le fragilità sotto il tappeto, ma dallo spazio che si concede alla dignità di chi è rimasto indietro.

 

Il progetto “Area (ri)partenze” non sarebbe possibile senza lo straordinario impegno di persone che operano ogni giorno in un ambiente complesso, fatto di ritmi frenetici e spazi nati per il transito, non per la sosta. La loro professionalità e umanità sono il vero motore che trasforma uno scalo freddo in un luogo di ascolto.

 

I risultati di questo impegno paziente sono la nostra risposta più forte: grazie al lavoro di rete con i partner, con Croce Rossa Gallarate e City Angels, e al supporto fondamentale di Caritas Ambrosiana, sono già una quindicina le persone che hanno lasciato l’aeroporto per trovare accoglienza in strutture dedicate sul territorio. Alcune di loro vivevano a Malpensa da anni in situazioni critiche, ma sono riuscite a ripartire.

 

Mentre il mondo si prepara a celebrare i valori di inclusione e riscatto delle Paraolimpiadi, la cooperativa Intrecci continuerà a presidiare questo luogo, convinta che nessuna vera "ripartenza" sia possibile se prima non riconosciamo, in ogni volto che incrociamo tra i gate, la medesima, inviolabile dignità umana.

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