Storie di ordinaria cooperazione

La Meridiana compie 50 anni con Meridiana Hub

La cooperativa socialeLa Meridiana di Monza ha celebrato i suoi primi cinquant’anni di attività scegliendo di trasformare un anniversario in un investimento per il futuro: Meridiana Hub, un polo integrato dedicato alla longevità e alle fragilità cognitive, che sorgerà accanto al “Paese Ritrovato”, il villaggio Alzheimer diventato un riferimento nazionale.

domenica 1 marzo 2026

Cinquant’anni di innovazione al servizio degli anziani

Nata nel 1976, La Meridiana ha costruito nel tempo una rete articolata di servizi per anziani e persone fragili: centri diurni, RSA, residenze, progetti domiciliari, il villaggio “Paese Ritrovato” per persone con demenza, una web TV per senior e iniziative dedicate al sostegno dei caregiver.

Oggi la cooperativa – guidata dal presidente Roberto Mauri e dal direttore generale Fulvio Sanvito – impiega centinaia di lavoratori e volontari, con oltre 10 strutture e un’alleanza stabile con terzo settore e istituzioni locali. Per il cinquantesimo, La Meridiana ha scelto di non limitarsi a una celebrazione simbolica, ma di avviare “Di nuovo al Centro”, un progetto strategico che ruota attorno alla creazione di Meridiana Hub come luogo in cui rimettere al centro anziani, famiglie e comunità.

 

Meridiana Hub: un nuovo modello di welfare per l’invecchiamento

Il 28 febbraio 2026, alla presenza di istituzioni, donatori e cittadini, è stata posata la prima pietra di Meridiana Hub in un’area adiacente al Paese Ritrovato, nella zona nord di Monza.

L’investimento complessivo è di circa 5 milioni di euro e punta a realizzare un polo in cui prevenzione, cura, ricerca e vita quotidiana per persone anziane e con demenza si integrano in modo continuativo. L’obiettivo dichiarato è aprire Meridiana Hub entro l’estate 2027, contribuendo a trasformare l’area in un vero “distretto della longevità”.

 

Struttura e spazi: continuità tra interno ed esterno

Il progetto prevede un’area complessiva di circa 6.800 mq, di cui quasi 4.800 destinati a verde, percorsi e spazi aperti, 1.100 mq di edificio principale e oltre 1.000 mq tra coperture e collegamenti.

L’architettura, curata dal designer Aldo Bottoli con la collaborazione dell’architetta Lucia Valentina Mirarchi, si fonda sull’idea di continuità tra interno ed esterno: padiglioni bassi, percorsi protetti, giardini terapeutici e spazi luminosi, pensati per favorire orientamento, socialità e benessere anche nelle persone con deficit cognitivi. Meridiana Hub sarà articolato in un corpo centrale e tre padiglioni collegati, che corrispondono alle tre “anime” del progetto:

  1. Meridiana Club – Area sociale e di comunità
    Uno spazio per 80–100 anziani con fragilità lievi e fino a 250–300 caregiver, dove promuovere invecchiamento attivo, prevenzione e sostegno alle famiglie. Ospiterà attività di socializzazione, laboratori cognitivi e motori, gruppi di auto-mutuo aiuto, percorsi formativi per familiari e volontari, incontri culturali e iniziative aperte al quartiere.
  2. Meridiana Salute – Polo sanitario e riabilitativo
    Un’area con ambulatori specialistici e servizi di diagnosi precoce dei disturbi neurocognitivi, oltre a logopedia, fisioterapia, riabilitazione neurocognitiva e occupazionale. L’obiettivo è potenziare l’offerta territoriale e contribuire a ridurre i tempi di attesa, creando un luogo “ponte” tra medicina di base, ospedali e rete dei servizi sociali, con percorsi integrati per anziani e caregiver.
  3. Meridiana Ricerca – Laboratorio di innovazione su longevità e demenze
    Uno spazio dedicato a ricerca applicata, sperimentazione di tecnologie assistive e studio di nuovi modelli di presa in carico, in collaborazione con università, centri di ricerca, imprese e fondazioni. L’intento è anche sistematizzare e valutare scientificamente le pratiche sviluppate negli anni – in particolare al Paese Ritrovato – per renderle replicabili in altri territori italiani ed europei.

 

Una grande alleanza tra donatori privati e comunità

Meridiana Hub si regge su una vasta alleanza tra soggetti privati, fondazioni e imprese che hanno scelto di sostenere economicamente la cooperativa. Tra i sostenitori principali figurano Assolombarda e BCC Milano con la relativa fondazione, diverse aziende e famiglie imprenditoriali del territorio (tra cui Cleaf/Caspani, Fontana, Fumagalli, Rovati) e fondazioni milanesi come Fondazione Dardari & Zeffi Manuli, Fondazione Elsa e Francesco Pavesi, Fondazione Ravasi Garzanti. Accanto ai grandi donatori, una raccolta diffusa coinvolge molti piccoli benefattori, cittadini e volontariato locale: un segnale di radicamento comunitario che, per una cooperativa, è parte della sua identità.

 

Il rapporto con il Comune di Monza: un patto di welfare di comunità

La nascita dell’Hub è accompagnata da un aggiornamento della convenzione tra La Meridiana e il Comune di Monza: gli oneri di urbanizzazione legati alla nuova costruzione non saranno versati in denaro, ma compensati tramite l’offerta di posti a prezzi calmierati per utenti inviati dai servizi sociali comunali nelle strutture della cooperativa (in particolare Paese Ritrovato e Casa San Pietro). Un accordo presentato come esempio di collaborazione pubblico–privato sociale, in cui l’investimento sul welfare di comunità produce ritorni immediati in termini di accessibilità per le famiglie più fragili.

 

Un modello replicabile per l’Italia che invecchia

Nelle parole dei responsabili, l’idea chiave è “mettere di nuovo al centro” anziani e caregiver, superando una visione esclusivamente sanitaria della demenza e dell’invecchiamento. In questo senso Meridiana Hub si propone come evoluzione naturale del Paese Ritrovato: se il villaggio Alzheimer ha mostrato come costruire un ambiente di vita dignitoso per persone con demenza, l’Hub mira ad agire ancora prima, sulla prevenzione, l’individuazione precoce delle fragilità e il sostegno continuativo alle famiglie lungo l’intero percorso dell’invecchiamento.

 

A Monza, cinquant’anni di lavoro sociale diventano oggi un progetto che prova a trasformare la longevità in una risorsa condivisa, e non in un’emergenza da gestire.

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