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RISCHI CATASTROFALI E COPERTURE ASSICURATIVE

Il recente studio di Fondosviluppo analizza il livello di preparazione delle cooperative aderenti sui rischi catastrofali, legati ad eventi naturali come terremoti, alluvioni e frane, e sulle coperture assicurative.

giovedì 30 luglio 2026

Lo studio analizza il tema della copertura dei rischi catastrofali a partire da tre livelli di osservazione: l’evoluzione delle perdite economiche generate dagli eventi estremi in Europa, le caratteristiche del mercato nazionale delle polizze Cat-Nat e il grado di consapevolezza e preparazione delle cooperative aderenti a Confcooperative.

 

Nel periodo 1980-2024, gli eventi estremi legati alle condizioni meteorologiche e climatiche hanno prodotto nell’Unione Europea (27) perdite economiche superiori a 822,6 miliardi di euro. L’Italia si colloca tra i Paesi maggiormente esposti in termini assoluti, con perdite pari a circa 145 miliardi di euro, seconda solo alla Germania.

 

Il dato evidenzia la rilevanza strutturale del tema per il sistema produttivo nazionale, anche alla luce dell’elevata vulnerabilità del territorio italiano rispetto a rischi idrogeologici, alluvionali e climatici. A fronte di tale esposizione, il livello di copertura assicurativa delle perdite economiche resta contenuto. Nello stesso periodo (1980-2024), in Italia la quota di perdite coperte da assicurazione risulta pari al 4%, contro una media UE del 19,5%.

 

Ne deriva un ampio divario di protezione assicurativa, che segnala come una parte rilevante dei danni potenziali possa restare a carico delle imprese, delle famiglie o del settore pubblico. I dati IVASS sulle polizze Cat-Nat offrono un primo quadro del mercato nazionale delle coperture assicurative per eventi catastrofali.

 

Le polizze risultano concentrate soprattutto nelle fasce medio-basse di somma assicurata: oltre due terzi delle coperture osservate si colloca entro i 700 mila euro. Il premio annuo mediano cresce al crescere del valore assicurato, ma presenta differenze significative anche a livello territoriale, riflettendo la diversa composizione dei contratti, dei beni assicurati, delle garanzie e dei profili di rischio.

 

Le interviste realizzate presso le cooperative aderenti a Confcooperative (rilevazione 27 maggio-26 giugno 2026) evidenziano un sistema caratterizzato da una buona consapevolezza generale, ma anche da margini rilevanti di rafforzamento nella gestione strutturata del rischio.

 

Quasi la metà delle cooperative intervistate dichiara di non aver mai svolto una valutazione strutturata dei rischi, mentre il 65,7% ritiene di disporre di coperture assicurative adeguate e aggiornate. Il dato suggerisce che la presenza di coperture non sempre si accompagna a processi formalizzati di analisi, revisione e aggiornamento del rischio.

 

Dalle evidenze emerge che le principali esigenze espresse dalle cooperative riguardano formazione, sensibilizzazione, linee guida operative e strumenti di autovalutazione. Tali fabbisogni indicano l’opportunità di promuovere un percorso che supporti le cooperative a valutare meglio la propria esposizione e integrare la gestione del rischio nei processi decisionali.

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