Il quadro energetico europeo e nazionale continua a essere caratterizzato da una forte incertezza. Nonostante la crescita della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e la riduzione dei consumi registrata in molte economie europee, nel corso del 2026 i prezzi all’ingrosso dell’elettricità e del gas hanno mostrato una nuova e significativa risalita, particolarmente marcata in Italia.
Una dinamica che riporta in primo piano il tema della volatilità dei mercati energetici e delle sue conseguenze per le imprese. Il costo dell’energia, infatti, non incide soltanto sui margini e sui costi di produzione, ma può condizionare anche le decisioni di investimento e, più in generale, le prospettive di sviluppo aziendale.
Per la maggioranza delle cooperative l’incidenza resta contenuta
L’analisi del sistema cooperativo aderente a Confcooperative restituisce un quadro complessivamente articolato.
Per la grande maggioranza delle imprese, il peso della componente energetica sui ricavi rimane relativamente limitato. Per circa il 76% delle cooperative, la spesa per energia elettrica rappresenta meno del 2% dei ricavi. La percentuale sfiora il 90% quando si considera il gas.
Il dato complessivo non deve tuttavia nascondere l’esistenza di una fascia di imprese decisamente più esposta.
Nel caso dell’elettricità, il 7,5% delle cooperative sostiene una spesa superiore al 5% dei propri ricavi. Per il gas, la quota di imprese che supera questa soglia si attesta al 3,3%.
Si tratta di percentuali minoritarie, ma significative: per queste cooperative, una nuova fase di crescita dei prezzi energetici può tradursi rapidamente in una maggiore pressione sui costi e sulla sostenibilità economica dell’attività.
Settore e dimensione fanno la differenza
L’esposizione ai costi energetici non è omogenea all’interno del sistema cooperativo.
Per quanto riguarda l’energia elettrica, le situazioni di maggiore incidenza si concentrano nelle cooperative dell’habitat, della cultura, turismo e sport, del consumo e utenza e dell’agroalimentare e pesca.
Sul fronte del gas, le maggiori vulnerabilità interessano in particolare le cooperative dell’habitat e quelle attive nella cultura, turismo e sport.
Anche la dimensione aziendale costituisce un elemento rilevante. Sono soprattutto le microimprese a mostrare una maggiore incidenza dei costi energetici sui ricavi, mentre il loro peso tende a ridursi sensibilmente nelle cooperative di dimensioni medio-grandi.
La lettura territoriale conferma ulteriormente questa differenziazione, evidenziando la presenza di regioni nelle quali è più elevata la quota di cooperative maggiormente esposte.
Ne emerge un quadro in cui settore produttivo, dimensione aziendale e caratteristiche del territorio concorrono a determinare la vulnerabilità delle imprese rispetto alle oscillazioni dei mercati energetici.
Non un’emergenza generalizzata, ma un rischio da presidiare
Nel complesso, dunque, i dati non delineano una situazione di criticità energetica diffusa all’intero sistema cooperativo. Evidenziano però una fascia significativa di imprese per le quali l’energia rappresenta una componente importante della struttura dei costi e che, di conseguenza, risulta maggiormente esposta alle fasi di rialzo dei prezzi.
È proprio questa differenziazione a suggerire la necessità di interventi sempre più mirati. Le esigenze di una cooperativa nella quale l’energia pesa meno del 2% dei ricavi sono inevitabilmente diverse da quelle di un’impresa in cui tale incidenza supera il 5%.
Efficienza energetica e autoproduzione come leve di competitività
In uno scenario caratterizzato dal ritorno della pressione sui prezzi, la questione energetica assume quindi una valenza che va oltre la semplice riduzione dei costi.
Gli interventi di efficientamento energetico, lo sviluppo dell’autoproduzione da fonti rinnovabili e l’adozione di strumenti di gestione del rischio energetico possono diventare leve strategiche soprattutto per le cooperative maggiormente esposte.
Ridurre la dipendenza dalle oscillazioni dei prezzi significa infatti non soltanto contenere una voce di costo, ma anche aumentare la capacità di programmare gli investimenti e rafforzare la resilienza economica dell’impresa.
Per il sistema cooperativo la sfida sarà quindi quella di accompagnare soprattutto le realtà più vulnerabili verso un modello nel quale la transizione energetica possa trasformarsi, da elemento di rischio, in un’opportunità di maggiore autonomia, efficienza e competitività.
Scelta editoriale: rispetto alla sintesi tecnica ho posto maggiormente in evidenza il punto che mi sembra più utile per una newsletter associativa: non siamo di fronte a un problema uniforme, ma a un rischio selettivo. Questo consente anche di collegare naturalmente i dati alle possibili risposte delle cooperative, senza trasformare l’articolo in una semplice sequenza di percentuali.