Il rapporto "Studi & Ricerche n. 316" di Fondosviluppo scatta una fotografia complessa della cooperazione italiana nel 2025, confermando una fase di contrazione strutturale. Mentre il totale delle imprese italiane mostra una dinamica vitale con un tasso di crescita del +1%, sostenuto quasi esclusivamente dalle società di capitali, il sistema cooperativo registra per l'ottavo anno consecutivo un tasso di crescita negativo (-0,9%).
Il quadro nazionale: stock in calo e bassa natalità
Al 31 dicembre 2025, le cooperative attive in Italia sono 58.594, in diminuzione del 6,9% rispetto alle 62.968 del 2024. Questo calo è il risultato di una combinazione di fattori: una natalità cooperativa molto debole e un'intensa attività di cancellazioni d'ufficio per le realtà non più operative.
Le nuove iscrizioni si sono fermate a 1.892 unità, un dato in lieve flessione rispetto al 2024 (-5%), ma drammaticamente inferiore ai livelli del 2010, quando si registrarono quasi 8.000 nuove cooperative. Tra le cause di questo "raffreddamento" demografico, il report cita l'impatto di norme volte a contrastare le "false cooperative" e la concorrenza di modelli d'impresa alternativi come le s.r.l. semplificate, le imprese sociali e le società benefit. Sul fronte della mortalità, si osserva però un segnale positivo: le cessazioni non d’ufficio sono diminuite del 13,1%, attestandosi a 2.864 unità.
Focus Lombardia: seconda regione d'Italia per numerosità
In questo scenario, la Lombardia continua a ricoprire un ruolo di primo piano, confermandosi come la seconda regione italiana per numero di cooperative attive, con 6.623 unità (preceduta solo dalla Sicilia con 11.800). La regione rappresenta il cuore pulsante del settore nel Nord-Ovest, area che accoglie il 17,1% delle cooperative totali.
Tuttavia, anche il territorio lombardo risente della crisi demografica del settore:
- Stock di cooperative: Nel 2025, la Lombardia ha registrato una riduzione delle cooperative attive del 9,9% rispetto all'anno precedente, un calo più marcato della media nazionale (-6,9%).
- Natalità: La regione ha subito una forte contrazione delle nuove iscrizioni, pari al -18,7% rispetto al 2024, contribuendo in modo determinante al saldo negativo della macro-area settentrionale.
- Mortalità: Nota positiva per la tenuta del sistema lombardo è il calo delle cessazioni non d'ufficio, che sono diminuite del 15,4%. Si tratta di una riduzione della mortalità più incisiva rispetto sia alla media del Nord (-10,9%) che a quella nazionale (-13,1%), segno di una maggiore resilienza delle realtà già consolidate sul territorio.
Distribuzione territoriale e prospettive
A livello geografico, oltre la metà delle cooperative attive (53,1%) rimane localizzata nel Mezzogiorno, con Sicilia, Campania e Puglia ai vertici della classifica per numerosità. Nonostante il Sud mostri una vitalità relativa superiore in termini di nuove iscrizioni, è anche l'area che presenta il maggior numero di cessazioni non d’ufficio.
In conclusione, il 2025 conferma una cooperazione italiana in fase di riassestamento. Se da un lato la bassa natalità preoccupa per il ricambio generazionale, dall'altro il rallentamento della mortalità, particolarmente evidente in regioni chiave come la Lombardia, suggerisce un consolidamento delle cooperative esistenti che riescono a resistere meglio alle sfide del mercato rispetto al passato