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L'ITALIA TRA SFIDE DEMOGRAFICHE E TRASFORMAZIONE DIGITALE

Presentato, nell'anno del centenario dell'Istat, il tradizionale Rapporto sullo Stato del Paese che offre un quadro integrato del Paese tra fragilità strutturali e potenzialità legate alla conoscenza.

martedì 16 giugno 2026

In occasione del suo Centenario, l’Istat ha presentato il Rapporto Annuale 2026, offrendo Il documento evidenzia un’Italia impegnata in una complessa transizione ecologica e digitale, segnata però da una persistente debolezza demografica e da divari territoriali ancora marcati.

 

Il quadro macroeconomico e la finanza pubblica

Nel 2025 l’economia mondiale è cresciuta del 3,4%, trainata dagli Stati Uniti (+2,1%) e dalla Cina (+5,0%). In Europa, mentre la Spagna corre (+2,8%), la Germania ristagna (+0,2%). In questo contesto, l'Italia ha registrato una crescita contenuta, con un Pil reale che nel 2025 è risultato superiore ai livelli del 2007 di appena l'1,9%, una performance nettamente inferiore ai principali partner europei.

Sul fronte dei conti pubblici, si osserva un miglioramento: il rapporto deficit/Pil è sceso al 3,1% nel 2025 (dal 3,4% del 2024), grazie a entrate dinamiche e a un saldo primario positivo dello 0,8%. Tuttavia, il debito pubblico resta elevato al 137,1% del Pil, il secondo più alto nell'area euro dopo la Grecia.

 

Lavoro, salari e il nodo della "sovraistruzione"

Nonostante la crescita dell’occupazione (con un tasso arrivato al 62,5% nel 2025), il mercato del lavoro italiano presenta criticità qualitative. Un dato allarmante riguarda la sovraistruzione: una quota significativa di giovani laureati (25-34 anni) svolge professioni che richiedono qualifiche medie o basse, un fenomeno più accentuato rispetto alla media UE27.

Per quanto riguarda le retribuzioni, sebbene i rinnovi contrattuali del 2024-2025 abbiano favorito un parziale recupero del potere d'acquisto, le retribuzioni lorde reali restano in molti settori ancora inferiori ai livelli del 2019. Nel settore pubblico, ad esempio, i rinnovi hanno coperto solo circa la metà della crescita dei prezzi registrata nel triennio 2022-2024.

 

La sfida demografica e i divari territoriali

Al 1° gennaio 2026, la popolazione residente in Italia è scesa a 58,9 milioni. Il calo demografico non è però uniforme: il Mezzogiorno continua a perdere abitanti, mentre il Nord tiene grazie ai flussi migratori. L'invecchiamento è galoppante: la distanza tra la popolazione sopra i 65 anni e quella sotto i 14 anni continua ad ampliarsi drasticamente.

Permangono forti disuguaglianze nella salute: nelle Aree Interne e nel Mezzogiorno si registrano tassi di mortalità evitabile più alti e una maggiore "migrazione ospedaliera" verso le regioni del Nord, segno di una difficoltà persistente nell'accesso a servizi sanitari adeguati.

 

Innovazione, Digitale e Produttività

L'Italia scommette sulla conoscenza, ma il divario digitale resta ampio. Solo il 54,3% degli italiani possiede competenze digitali almeno di base (contro il 60,4% della media UE27) e l'uso dell'Intelligenza Artificiale nelle imprese si ferma al 19,9%, ben lontano dal 32,7% europeo.

Tuttavia, il Rapporto evidenzia una "scossa" di produttività per le aziende che investono: le imprese con un elevato dinamismo innovativo registrano una produttività superiore dell'85% rispetto a quelle meno dinamiche. Inoltre, l'Italia si conferma eccellente nella valorizzazione del design e dei marchi, con una crescita delle registrazioni del 138% tra il 2005 e il 2025.

 

Ambiente: segnali di disaccoppiamento

Sul fronte ambientale, nel 2024 le emissioni di gas serra delle attività produttive sono diminuite del 2,8% a fronte di una riduzione dei consumi energetici dello 0,5%. Questo segnale di "disaccoppiamento" tra crescita e pressione ambientale è incoraggiante, sebbene il territorio resti vulnerabile: la gestione del verde urbano e il rinnovo del parco auto verso tecnologie sostenibili procedono con velocità diverse tra Nord e Sud.

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