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L’economia sociale costruisce il futuro: la nostra assemblea

Il 21 ottobre la Sala capitolare di Cascina Monluè, a Milano, ha ospitato l’assemblea annuale di Confcooperative Milano e dei Navigli. Si è parlato di intelligenza artificiale, lavoro e comunità, con al centro la dignità della persona.

venerdì 23 ottobre 2026

La Sala capitolare di Cascina Monluè era gremita per l’assemblea annuale di Confcooperative Milano e dei Navigli, che si è aperta con un accorato ricordo di Annibale D’Elia.

Il presidente Giovanni Carrara, dopo un accorato ricordo di Annibale D’Elia, ha ricordato che le disuguaglianze e la diffusa percezione di assenza di futuro generano rabbia e frustrazione; una risposta è investire nell’economia sociale da subito a partire dal territorio metropolitano.

Sull’intelligenza artificiale, Don Mario Diana e Paolo Venturi hanno richiamato l’enciclica “Magnifica humanitas” di Papa Leone XIV: la tecnologia non è neutra, e la persona vale più della sua prestazione. Don Mario è tornato anche sulle recenti proteste studentesche sfociate nella violenza: «Sono giovani violenti, ma sono nostri: bisogna ascoltarli prima di reprimerli». Venturi ha citato Neemia come simbolo di una leadership che indica nella cooperazione lo strumento della ricostruzione. Chi costruisce per sé lavora allo stesso tempo per gli altri, se il disegno è condiviso.

 

Il secondo panel, introdotto da Giuliana Baldin, ha messo a confronto le esperienze di MIND e di Cascina Monluè, due esempi di come lavoro e comunità possano rigenerarsi insieme.

Simona De Giorgio ha ripercorso la storia e il senso di Torino Social Impact.

L’assessore Emmanuel Conte ha parlato delle contraddizioni nella gestione delle città e ha auspicato lo sviluppo di una cultura del social procurement come leva per l'economia sociale.

 

Ha chiuso i lavori Massimo Minelli, presidente di Confcooperative Lombardia., che ha ricordato l’importanza del piano regionale per lo sviluppo dell’economia sociale: «Cooperare è l’unica exit strategy dalla crisi che stiamo vivendo.»

 

Nel pomeriggio il cielo si è aperto e i partecipanti hanno potuto visitare il cantiere di Cascina Monluè. È un intervento da 8 milioni di euro, che è un recupero architettonico ma anche sociale: la cascina diventerà una corte del bene comune, con spazi per la cittadinanza, l’ospitalità e le persone più fragili.

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