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LAVORO FEMMINILE E PARI OPPORTUNITÀ

Un recente studio di Fondosviluppo evidenzia come la certificazione sulla parità di genere è la seconda più diffusa tra le cooperative, con un'incidenza più che doppia rispetto alle società di capitali.

mercoledì 23 settembre 2026

Negli ultimi vent’anni si evidenzia un generale rafforzamento della partecipazione femminile al mercato del lavoro. Permangono tuttavia significativi divari, sia nel confronto europeo sia all’interno del contesto nazionale. Nel 2025, infatti, il tasso di occupazione delle donne tra 15 e 64 anni in Italia si attesta al 53,8%, a fronte del 66,6% della media dell’Unione europea (27).

 

A livello nazionale, il titolo di studio assume un ruolo rilevante nel ridurre le differenze di genere: tra i laureati il tasso di occupazione raggiunge l’80,4% per le donne e l’86,3% per gli uomini. Persistono inoltre criticità legate alla conciliazione tra vita familiare e professionale: nel 2025 il tasso di occupazione delle donne con figli in età prescolare equivale al 75,1% di quello delle coetanee senza figli.

 

Parallelamente, si rafforza la partecipazione femminile ai processi decisionali, con la quota di posti occupati da donne nei governi delle amministrazioni locali che passa dal 12,9% del 2012 al 26,8% del 2025. In questo contesto, assumono particolare rilievo gli strumenti attraverso i quali le organizzazioni possono formalizzare e rafforzare il proprio impegno sul tema delle pari opportunità, come la certificazione UNI/PdR 125 relativa ai sistemi di gestione per la parità di genere.

 

Delle 43.672 cooperative attive comprese nel perimetro di analisi, 4.104 risultano in possesso di almeno una certificazione, pari al 9,4% del totale. Tra queste, la ISO 9001, relativa ai sistemi di gestione per la qualità, rappresenta la certificazione più diffusa (74,3%), mentre la UNI/PdR 125 si colloca al secondo posto con un’incidenza del 36,8%, precedendo gli standard relativi alla gestione ambientale e alla salute e sicurezza sul lavoro.

 

Il peso della certificazione sulla parità di genere risulta sensibilmente superiore nel movimento cooperativo rispetto a quanto osservato tra le società di capitali, dove l’incidenza si attesta al 16,5%. Le cooperative attive in possesso della certificazione relativa alla parità di genere sono complessivamente 1.510 (estrazione: Cerved Group 17.09.2026) e presentano una distribuzione territoriale articolata, con il Sud che concentra la quota più elevata, pari al 26,0% del totale.

 

La composizione settoriale risulta fortemente concentrata nei servizi, con il 50,5% delle cooperative certificate che opera nel sociale e sanitario. Si tratta inoltre prevalentemente di realtà consolidate, con il 93,0% del totale costituito da imprese attive da almeno dieci anni.

Sotto il profilo economico e occupazionale, le cooperative certificate sviluppano complessivamente oltre 44,4 miliardi di euro di ricavi e impiegano 417.092 dipendenti, con una marcata concentrazione di entrambe le dimensioni in Emilia-Romagna.

 

Inoltre, il 96,6% delle cooperative in possesso della certificazione sulla parità di genere è classificato come «affidabile», contro l’82,7% del totale segnalato per il totale delle cooperative. Anche sul fronte dell’innovazione emerge un posizionamento più favorevole: il 53,6% del totale presenta uno score di innovatività «alto» o «massimo», rispetto al 43,8% del totale. 

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