L’Indagine Istat “Bambini e ragazzi: comportamenti, atteggiamenti e progetti futuri” (2023) offre uno sguardo prezioso e sistematico su ciò che vivono oggi i ragazzi tra gli 11 e i 19 anni, aiutando anche il mondo cooperativo a leggere meglio il contesto in cui agisce.
Relazioni: tra presenza e digitale
I dati mostrano una generazione fortemente relazionale. Oltre il 72% dei ragazzi incontra gli amici almeno una volta a settimana e circa uno su cinque lo fa ogni giorno. Parallelamente, quasi la metà comunica con gli amici più volte al giorno tramite chat o telefono, e una quota non trascurabile è connessa in modo quasi continuo.
Per le cooperative educative questo dato conferma che la socialità non è in crisi, ma ha assunto forme nuove, ibride, dove presenza e digitale si intrecciano. Spazi educativi, doposcuola, centri di aggregazione e comunità possono diventare luoghi chiave per aiutare i ragazzi a costruire relazioni sane, riconoscendo il valore – ma anche i rischi – delle interazioni online.
Bullismo e cyberbullismo: un fenomeno diffuso
L’indagine restituisce un dato che non può lasciare indifferenti: il 68,5% dei ragazzi ha subìto almeno un episodio offensivo o violento nell’ultimo anno, online o offline. Per un giovane su cinque si tratta di episodi ricorrenti, e circa l’8% li vive ogni settimana.
Il fenomeno colpisce in modo particolare i più giovani (11-13 anni) e i ragazzi di cittadinanza non italiana, che risultano più esposti soprattutto a offese verbali ed esclusioni sociali.
questi dati rafforzano l’urgenza di interventi di prevenzione, ascolto e accompagnamento, capaci di agire non solo sull’emergenza ma anche sulla qualità delle relazioni, sull’inclusione e sul riconoscimento precoce dei segnali di disagio.
Disuguaglianze educative: il peso del contesto familiare
L’indagine conferma quanto il capitale culturale familiare continui a influenzare i percorsi educativi. I figli di genitori laureati si orientano più spesso verso i percorsi liceali e universitari, mentre tra i ragazzi con genitori con titolo di studio più basso cresce l’incertezza e l’orientamento verso percorsi professionali o l’uscita precoce dal sistema formativo.
Queste differenze tendono ad attenuarsi solo quando il livello di istruzione dei genitori è simile, indipendentemente dalla cittadinanza. È un elemento cruciale per chi spesso lavora proprio nei territori e con le famiglie più fragili, svolgendo un ruolo di riequilibrio delle opportunità educative.
Tempo libero, sport e cultura: occasioni che non sono uguali per tutti
Lo sport si conferma una leva fondamentale di socialità: circa due ragazzi su tre praticano attività sportiva, ma la partecipazione cala sensibilmente tra le ragazze, tra i più grandi e tra i giovani stranieri. Ancora più marcate sono le disuguaglianze nell’accesso alla fruizione culturale (cinema, teatro, musei), fortemente legate al contesto socio-culturale familiare.
Per il mondo cooperativo questo significa che sport, cultura e aggregazione non sono semplici attività extra, ma strumenti educativi potenti, soprattutto quando sono resi accessibili nei quartieri e nei contesti più fragili.
Futuro e aspirazioni: tra speranza e paura
Solo il 45% dei ragazzi immagina il proprio futuro in Italia, mentre oltre un terzo guarda all’estero. Sul piano emotivo, il 41% guarda al futuro con curiosità e fiducia, ma quasi un giovane su tre prova paura, soprattutto tra le ragazze e tra i più grandi.
Dietro questi numeri c’è una domanda implicita di orientamento, accompagnamento e fiducia, che chi lavora con i minori incontra quotidianamente. Le cooperative, insieme alla scuola e alle famiglie, possono contribuire a rafforzare il senso di possibilità, di appartenenza e di protagonismo dei ragazzi.
L’indagine Istat restituisce l’immagine di una generazione complessa, con forti risorse relazionali ma anche esposta a rischi, disuguaglianze e incertezze. Per le cooperative che operano con i minori, questi dati non sono solo statistiche: possono essere una bussola per orientare progetti educativi, interventi di prevenzione, azioni di inclusione e spazi di partecipazione.
Investire su relazioni di qualità, contrasto al bullismo, accesso equo alle opportunità educative e accompagnamento al futuro significa rafforzare il ruolo della cooperazione come presidio educativo e sociale fondamentale per le nuove generazioni.