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ECONOMIA SOCIALE: CRESCE L'OCCUPAZIONE, MANCANO LE COMPETENZE

Oltre 400 mila organizzazioni e 1,5 milioni di addetti. Il nuovo rapporto Excelsior di Unioncamere evidenzia il ruolo strategico del settore e le sfide del mercato del lavoro.

 

mercoledì 22 luglio 2026

Con oltre 400 mila organizzazioni attive, 1,5 milioni di addetti e 4,6 milioni di volontari, l’economia sociale si conferma una delle componenti più rilevanti del sistema produttivo e del welfare italiano. A documentarlo è il nuovo rapporto Economia Sociale 2025, pubblicato dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Fondazione Terzjus ETS. Il volume offre un quadro aggiornato delle dimensioni del settore, dei suoi ambiti di intervento e delle prospettive occupazionali, con particolare attenzione ai fabbisogni professionali e alle competenze richieste dalle organizzazioni dell’economia sociale.

 

Il rapporto evidenzia come cooperative, associazioni, fondazioni, mutue e imprese sociali rappresentino oggi un attore essenziale per la coesione sociale del Paese. Complessivamente il comparto impiega l’8,9% dei lavoratori dipendenti italiani, con incidenze ancora più elevate in alcune regioni, tra cui Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Sardegna. Il contributo è particolarmente significativo nei servizi alla persona: nell’istruzione le organizzazioni dell’economia sociale occupano oltre il 58% degli addetti del settore, mentre nella sanità e assistenza sociale rappresentano circa il 45% dell’occupazione complessiva.

 

Accanto alla fotografia strutturale del comparto, il rapporto dedica ampio spazio al mercato del lavoro. Nel 2025 il 76,4% degli enti dell’economia sociale prevede di attivare nuovi contratti, una quota superiore di quasi tredici punti percentuali rispetto alla media delle imprese tradizionali. Un dato che conferma la capacità del settore di generare occupazione e di rispondere a bisogni sociali in continua evoluzione.

 

La crescita della domanda di lavoro si scontra però con una criticità sempre più evidente: la difficoltà di reperire personale qualificato. Secondo l’indagine Excelsior, il 44,7% delle posizioni ricercate risulta difficile da coprire. Le maggiori carenze riguardano professioni sanitarie, educative e socioassistenziali, con punte molto elevate per specialisti delle terapie mediche, infermieri, assistenti sociali, tecnici dell’integrazione sociale e professionisti della riabilitazione.

 

Un altro elemento di interesse riguarda l’evoluzione delle competenze richieste. Le organizzazioni dell’economia sociale sono chiamate a confrontarsi con la transizione digitale e ambientale, aumentando la domanda di competenze tecnologiche, gestionali e green senza perdere la propria vocazione relazionale. Capacità di lavorare in gruppo, adattabilità, autonomia e attenzione alla persona continuano infatti a rappresentare caratteristiche fondamentali per operare in un settore che mette al centro l’impatto sociale e il benessere delle comunità.

 

Per amministratori pubblici, organizzazioni del Terzo settore, cooperative e soggetti impegnati nello sviluppo locale, Economia Sociale 2025 rappresenta quindi molto più di una raccolta di statistiche: è uno strumento utile per comprendere le trasformazioni in corso, orientare le politiche formative e programmare interventi capaci di sostenere uno dei comparti più dinamici e strategici dell’economia italiana. 

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