A quattro anni dalla scadenza dell’Agenda 2030, il percorso globale verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) resta ancora distante dai traguardi fissati dalle Nazioni Unite.
Tra i 139 target con dati di tendenza disponibili, soltanto il 15% risulta in linea con gli obiettivi, mentre il 53% registra progressi, spesso ancora insufficienti; il 17% è in stagnazione e il restante 15% in regressione. Il quadro varia sensibilmente tra i diversi Goal, confermando la necessità di accelerare il ritmo di avanzamento.
In Italia, l’evoluzione di lungo periodo appare complessivamente più favorevole, pur con forti differenze tra obiettivi e territori. In 14 Goal su 17 almeno la metà delle misure statistiche registra un miglioramento rispetto a dieci anni prima. Rimangono tuttavia criticità in alcuni ambiti e un marcato divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno: nel Nord il 51,2% delle misure presenta risultati migliori della media nazionale, quota pari al 48,4% nel Centro e al 28,8% nel Mezzogiorno, dove il 52,2% si colloca invece su livelli peggiori.
Il focus sul sistema imprenditoriale evidenzia una maggiore presenza degli SDGs tra le cooperative. Il 31,0% delle cooperative con sede legale in Italia e con almeno un bilancio depositato risulta associato ad almeno un obiettivo dell’Agenda 2030, contro il 18,8% delle società di capitali. Anche lo Score di Propensione SDG di Cerved mostra un profilo più favorevole: le cooperative sono più presenti nella classe alta (11,2% contro 10,1%) e meno concentrate nella fascia contenuta (14,2% contro 20,2%).
Differenze emergono anche rispetto agli obiettivi maggiormente associati alle imprese. Per entrambe le componenti, il Goal 7 – Energia pulita e accessibile occupa la prima posizione, ma con un’incidenza molto più elevata tra le società di capitali (57,7%) rispetto alle cooperative (50,7%).
Il profilo cooperativo risulta invece più distribuito tra dimensioni economiche, sociali e ambientali, mentre quello delle società di capitali appare più concentrato sulle tematiche energetiche.
Infine, la specializzazione settoriale distingue ulteriormente i due aggregati. Tra le cooperative con SDGs prevale il comparto sociale e sanitario (30,0%), seguito da pulizie e multiservice e trasporto e logistica; tra le società di capitali prevalgono invece manifatturiero (27,7%), costruzioni, commercio e ricettività.
Nel complesso, l’analisi restituisce quindi un sistema cooperativo in cui la presenza degli SDGs appare più diffusa e maggiormente articolata tra diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile.